Nell’ambito dell’ultimazione delle attività del progetto EVOOLIO, dedicato all’innovazione e alla tracciabilità della filiera olivicola del Sannio attraverso l’uso della tecnologia blockchain, abbiamo raccolto la testimonianza di uno dei partener agricoli del progetto: Rocco Cirocco, Presidente della Cooperativa Agricola Terre di Molinara. Con lui abbiamo approfondito le principali sfide affrontate sul piano produttivo e organizzativo, il valore aggiunto per i consumatori e le prospettive di EVOOLIO per il comparto olivicolo locale.
1. Cosa vi ha spinto ad aderire al progetto EVOOLIO e come la blockchain può contribuire a promuovere e valorizzare l’olio extravergine di oliva del Sannio?
Abbiamo deciso di aderire al progetto EVOOLIO perché crediamo fortemente nell’innovazione. Terre di Molinara nasce con un principio: utilizzare ogni strumento utile a valorizzare il territorio e i prodotti del territorio. Per noi, inoltre, conta anche un altro aspetto: la rete, che nel progetto è molto ampia. L’olio extra vergine di oliva è l’eccellenza di Molinara, frutto di una tradizione secolare, di un’agricoltura sostenibile e di sapere tramandato. Nel mercato globalizzato bisogna distinguersi e noi abbiamo scelto di distinguere Molinara per la qualità, per la trasparenza e la tracciabilità. Abbiamo realizzato un lavoro di messa a sistema di tutti gli aspetti, con l’occhio rivolto sempre alla condivisione degli obiettivi che per forza di cose avevano necessità di mettere l’asticella in un punto più alto. La tecnologia blockchain ci offre la possibilità di certificare in modo sicuro, immutabile e verificabile ogni fase della filiera, dall’uliveto alla tavola. Noi, tra l’altro, gestiamo l’intero processo, dalla coltivazione fino al l’imbottigliamento, passando per la raccolta, i conferimenti e la trasformazione. Attraverso la blockchain possiamo creare un sistema certificato di fiducia che valorizza il lavoro che abbiamo costruito. Facciamo un altro passo avanti, insomma utilizzando una ulteriore opportunità per promuovere l’olio di Molinara sui mercati nazionali e internazionali che rafforza la nostra identità territoriale e rafforza l’impegno dei soci. In ogni caso non smettiamo di investire. Di progetti in programma ne abbiamo ancora tanti.
2. Secondo voi in futuro come reagiranno i clienti e i distributori di fronte alla possibilità di leggere la storia del progetto grazie al QR code collegato alla blockchain?
Riteniamo sarà accolta in modo molto positivo. Trasparenza e autenticità sono valori sempre più richiesti. Per i consumatori che possono accedere con un semplice gesto a tutte le informazioni sulla provenienza dell’olio, sul processo produttivo, sulle analisi qualitative e sulle certificazioni. Significa instaurare un rapporto di fiducia diretto con il produttore e, cosa non da poco, permette ai consumatori di sentirsi anche più coinvolti, oltre che consapevoli. Dal lato dei distributori, invece, questa tecnologia rappresenta un valore aggiunto. Potranno proporre un prodotto tracciato, garantito e certificato, distinguendosi dalla concorrenza. In un mercato dove la contraffazione e la scarsa trasparenza penalizzano spesso le produzioni di qualità, la blockchain diventa uno strumento di tutela e di marketing potentissimo. Ci aspettiamo una reazione positiva.
3. Alla luce dell’esperienza EVOOLIO, cosa suggerireste ad altre aziende agricole circa il percorrere la strada della tracciabilità digitale e l’uso di tecnologie in agricoltura?
La nostra idea di cooperazione, come accennato, guarda in modo particolare agli investimenti e ai nuovi progetti. Non posso che consigliare di guardare il modello Molinara anche sui temi della tracciabilità e in generale nel rinnovo delle tecniche agricole. Bisogna lavorare ancora e meglio sui temi dell’efficienza dei processi produttivi per meglio orientare scelte rispetto alla sostenibilità delle piccole economie delle aree interne e i conseguenti vantaggi diffusi che possono arrivare. La tecnologia non è un ostacolo, ma un’opportunità che mette tutti difronte alle sfide future verso una ruralità che nelle “terre alte”, per necessità, va ripensata. Abbiamo modelli che funzionano costruiti attraverso un forte senso di aggregazione e con l’unione di valori e interessi. La strada è segnata, ma non bisogna abbandonare la volontà di continuare a sperimentare.


