Obiettivo generale.

Il progetto “EVOOLIO – L’evoluzione dell’olio EVO del Sannio tracciato con la blockchain”, utilizzando le tecnologie basate sulla blockchain, andrà a tracciare e certificare tutto il processo della produzione dell’olio EVO, dall’oliva all’imbottigliamento, per gli olivicoltori sanniti aderenti. L’obiettivo è consentire all’utente finale di accedere, con l’utilizzo di un proprio device, ad una base dati, a prova di manomissione, contenente l’intera cronologia informativa del prodotto.

Finalità.

Essendo la blockchain un registro digitale sicuro che traccia le transazioni in blocchi attraverso una piattaforma di dati crittografati posizionati in una rete condivisa che forma una catena inviolabile: EVOOLIO fornirà informazioni dettagliate e certe sugli attori e le transazioni coinvolte in ogni fase del processo di produzione dell’olio EVO.

Articolazione delle attività.

Partendo dalla caratterizzazione del territorio si provvederà a coinvolgere produttori d’eccellenza all’uso di protocolli specifici per la realizzazione dell’Olio EVO di massima qualità. I dati del prodotto derivante verranno immessi, poi, su una progettata infrastruttura tecnologica blockchain che consenta all’interessato finale di verificare informazioni sul prodotto sicure e validate.

Risultati attesi.

Nell’attuale contesto di mercato, i sistemi di tracciabilità e di etichettatura aumentano il posizionamento ed il valore percepito e di mercato del prodotto. Nel rapporto “La qualità a supporto della competitività della filiera agroalimentare italiana” redatto dall’Istituto per le imprese di beni di consumo, si indica a seguito dell’adozione di percorsi di qualità basati sulla tracciabilità e la certificazione del prodotto «il vantaggio di differenziazione che ne deriva – se tali politiche sono gestite adeguatamente – consente di spuntare sul mercato un maggiore prezzo di vendita. La differenziazione di prodotto li induce a pagare un prezzo superiore in cambio del reale soddisfacimento di particolari bisogni».

Scenario e contesto.

Il Sannio conta circa 13.700 ettari di uliveti con una produzione che si attesta a circa 270mila quintali di olive d’olio ed oltre 23mila quintali di olio. Tale produzione è condotta da una massa eterogenea di operatori del settore agricolo: da aziende di vaste dimensioni occupazionali e di fatturato a piccole micro-imprese a conduzione familiare. Tale frammentazione implica una disunione sistemica in ordine alla qualità di produzione dell’olio (applicazione di sistemi di qualità), alla segmentazione di distribuzione e di vendita, alle strategie di comunicazione ed ai metodi di promozione.

Olivicoltura territoriale.

Il contesto olivicolo della provincia sannita si divide in due specifiche macro-aree: (1) il territorio delle Colline Beneventane, che comprende 52 comuni ubicati dalle colline alte del Tammaro e del Fortore, attraverso la Piana del Calore, fino ai primi contrafforti del Monte Taburno – Camposauro e del Monte Partenio, è zona di produzione di un olio pregiatissimo: l’extravergine di oliva Sannio colline Beneventane; e (2) l’area di produzione dell’olio extravergine di oliva Sannio Caudino Telesino che interessa 35 comuni, tutti in provincia di Benevento, collocati sulle dolci colline della Valle Telesina, della Valle Caudina e del Monte Taburno.

Comparto interessato.

Il progetto si rivolge al comparto dei produttori olivicoli della provincia Sannita. Partendo dalla summenzionata frammentazione del settore e dal problema sistemico di carente tracciamento dell’olio extravergine d’oliva prodotto in tale territorio, l’introduzione di un metodo di tracciamento digitale rivolto verso l’utente finale, attraverso l’uso della blockchain e delle app mobile, consentirà di fornire al consumatore informazioni utili e certe rispetto al prodotto oleario che sta acquistando e/o consumando. Tale funzione, contestualizzata nell’ambito di una comunicazione specifica e finalizzata, è orientata ad apprezzare il valore di percezione, e conseguentemente il valore economico dell’olio sannita sia sul mercato Ho.Re.Ca che su quello privato.

Problematica che affronta il progetto.

L’Europa è la potenza mondiale nel settore produttivo dell’olio d’oliva, e da essa provengono molti dei marchi di qualità più conosciuti nel mondo. L’Europa produce olio d’oliva per un valore di circa 3 miliardi l’anno, principalmente in Spagna, Italia e Grecia. L’olio d’oliva se in prima istanza potrebbe apparire scarsamente candidato alle frodi alimentari – come indicato da un rapporto della Commissione europea del 2019 – la sua contraffazione è un problema grave e pressante in tutta l’Unione Europea: nel vecchio continente, difatti, le perdite di mercato derivanti dalle frodi nel settore si attestano a circa 1,5 miliardi di euro l’anno. Un danno economico e sociale che il sistema comunitario vuole tentare di prevenire, sempre più, con nuovi sigilli e tracciamenti digitali atti a mitigare il rischio di contraffazione dei prodotti alimentari.

Stato dell’arte.

La tecnologia e l’Internet of Things stanno giocando un ruolo sempre più importante nell’agricoltura, in particolar misura nella creazione o nell’evoluzione di filiere alimentari sostenibili e di alta qualità. Le normative e le indicazioni del sistema comunitario si rivolgono sempre più a maggiori requisiti in ordine alla qualità produttiva – anche attraverso attività di certificazione e di contrasto alla contraffazione – alla sostenibilità, alla tracciabilità ed all’efficienza dei processi di realizzazione: obiettivi che possono essere soddisfatti impiegando al meglio l’avanguardia delle tecnologie correnti. Partendo da questo assunto sempre più nell’apparato di produzione agricola comunitaria sono ad inserirsi progetti di successo connessi all’uso della blockchain quale sistema di tracciamento e di certificazione delle produzioni agricole ed agroalimentari.

Creazione di valore aggiunto.

La blockchain di EVOOLIO ed il conseguente l’applicativo di lettura dello smart contract consentiranno al consumatore di avere dettagli tracciati su tutte le transazioni avvenute: dalla crescita del frutto fino all’inserimento dell’olio in bottiglia, attraverso il corredo informativo di tutta la filiera di produzione. Tale operatività comporta una creazione di valore aggiunto per il prodotto oleario tracciato: trasparenza, veridicità, visibilità, tracciabilità e contrasto alla contraffazione del prodotto rafforzeranno la fiducia degli utenti verso il prodotto alimentare che stanno per scegliere od hanno scelto per la propria dieta ed aumenteranno il segmento di posizionamento ed il valore percepito di mercato.

Obiettivi della produzione misurabili del progetto.

Cartografia

Elaborazione di almeno n.14 cartografici georeferiti organizzati in un geodatabase cartografico.

Ortofotografia

Elaborazione di almeno n.30 ortofoto a colori e di n.48 carte morfometriche.

Pedologia

Elaborazione di circa n.20-30 profili pedologici.

Database

Organizzazione di almeno n.4 database e geodatabase.

Campi di prova

Applicazione in almeno 8 campi prova per il protocollo di gestione fitosanitaria.

Produzione tracciata

Produzione di olio tracciato con blockchain per almeno 50 litri/oliveto.

Analisi sensoriali

Realizzazione di 16 schede di sintesi delle analisi sensoriali.

Analisi chimiche

Realizzazione di 16 referti di analisi chimiche degli olii.

Obiettivi tecnologici misurabili del progetto.

Infrastruttura

Numero di nodi (attori) connessi alla blockchain almeno pari a 4.

Smart contract

Setup di un numero di nodi della rete maggiore di tre 3.

Prototipazione

Integrazione di un numero di produttori almeno pari a 4.

Codici QR

Generazione di un numero di 8 QR-code.

Obiettivi promozionali misurabili del progetto.

Eventi e workshop

Esecuzione di almeno 5 giornate con almeno 20 partecipanti oltre i relatori.

Coaching e visite

Esecuzione di almeno 5 giornate con almeno 20 partecipanti oltre i relatori.

Newsletter

Esecuzione di almeno 20 invii per 100 destinatari qualificati.

Contenuti tv e radio

Diffusione di contenuti promozionali in almeno 5 edizioni.

Formazione (M1)

Partecipazione delle 4 aziende produttrici aderenti al G.O. e di almeno 25 imprese tra le manifestazioni d’interesse.

Consulenza (M2)

Partecipazione delle 4 aziende produttrici aderenti al G.O. e di almeno 25 imprese tra le manifestazioni d’interesse.

Impatti del progetto.

Il potenziale vantaggio che il sistema agricolo può trarre dalla buona riuscita del POI in termini di impatto sugli assetti competitivi.

Performance economica.

Nel contesto produttivo dell’olio EVO sannita, l’innovazione tecnologica di cui al presente progetto, non può avere un effetto sul processo realizzativo, bensì – atteso il valore informativo di un sistema blockchain – essa può recare una serie di benefici che incidono sugli attori di tutta la catena del valore: dal prodotto, alla trasformazione, alla distribuzione e arriva fino al cliente. Oggi – come evidenziato dalla pubblicazione Blockchain per l’Agrifood, realizzata da Punto Impresa Digitale e RuralHack – «aumentano i consumatori sempre più attenti alla provenienza dei prodotti e delle materie prime utilizzate, ai temi della sostenibilità e della qualità stessa e dei metodi utilizzati per la coltivazione del cibo che poi arriva sulle loro tavole. Dalla ricerca “Atteggiamenti e comportamenti del consumatore del vino e del rapporto con la GDO” realizzato da Veronafiere in collaborazione con C.R.A.31 emerge che il 74% dei consumatori dichiara esplicitamente di essere influenzato nell’acquisto dalla disponibilità di informazioni sui temi della tracciabilità del prodotto.

Va poi sottolineato che una quota importante di consumatori ha assunto l’abitudine di controllare l’etichetta del prodotto ed è alla ricerca di informazioni sempre più affidabili e precise sul prodotto per verificarne la qualità. Per i consumatori questo nuovo sistema è sinonimo di una maggiore trasparenza. Partendo da tale premessa, l’introduzione di una funzione blockchain all’interno dei sistemi informativi di produzione e distribuzione dell’olio EVO sannita, materialmente, da un lato, dovrebbe comportare l’abbattimento di costi di stampa e realizzazione di contenuti informativi veicolati con supporti cartacei e, per converso, previsionalmente, dovrebbe attendere un incremento del valore di mercato della bottiglia tracciata con un metodo che garantisca la sicurezza informativa e riduca la possibilità di contraffazione. Dal punto di vista dell’incremento del valore di mercato – anche alla luce di altre esperienze comunitarie in ambito di introduzione di sistemi di blockchain per la salvaguardia dell’olio spagnolo, greco e cipriota e dei relativi risultati condivisi dal Community Research and Development Information Service – prudenzialmente si prevede che le bottiglie contrassegnate con un sigillo di sicurezza in formato QR e veicolate con un sistema di blockchain atto a garantire autenticità, resilienza e non manomissione dei dati possano segnare un incremento di valore collocabile in un range tra +2% e +5%. In tal misura – nel caso di una azienda olivicola che produca il 50% di fatturato dalla vendita dell’olio EVO in bottiglia – ne conseguirebbe un ipotetico incremento di fatturato collocabile in un range tra il +1% e il +2,5%.

Performance etica e sociale.

Nell’attuale contesto di mercato e di consumo, la gestione dati è un tema centrale per le filiere agroalimentari, in quanto è condizione sine qua non per dimostrare e assicurare al cliente (GDO e consumatore) la qualità, la Food Safety, la rintracciabilità e gli aspetti valoriali dei prodotti immessi in commercio. È maturata la consapevolezza che i dati rappresentano un elemento fondamentale per raccontare la “storia” di un alimento al consumatore. Stiamo assistendo ad una evoluzione della gestione dei dati finalizzata non solo alla conformità per la certificazione ma anche e soprattutto indirizzata a comunicare in modo trasparente alle persone. Il “dato”, pertanto, possiede una duplice valenza: permette il controllo e la garanzia di conformità ai disciplinari di riferimento, identificazione (potenzialmente anticontraffazione, laddove le modalità di identificazione prevedano etichette non manomissibili, non duplicabili ecc.) e inoltre diventa strumento di comunicazione.

Partendo da tale assunto, l’introduzione di un sistema di blockchain consente da un lato di tracciare l’olio EVO dei produttori sanniti aderenti garantendo al consumatore finale una incrementata sicurezza ed una minore probabilità di contraffazione del prodotto acquistato o d’acquistare, in tal misura la funzione valorizzerebbe il prodotto all’interno di una processualità votata verso la sicurezza alimentare, da anni focus d’indirizzo dell’Unione Europea e del G8, quale valore essenziale per la salute e il benessere sociale. Per converso l’utilizzazione di funzioni digitali interattive quali metodo di informazione riduce, de facto, il ricorso all’uso di contenuti stampati su carta: recando, conseguentemente, un minor impatto ambientale. Considerando che dalla realizzazione di 200 kg di carta deriva una produzione tra i 130 e i 250 Kg di CO2 e che per distribuire i contenuti informativi inseriti sulla blockchain occorrerebbe una brochure aziendale di almeno 40 g, l’utilizzazione del sistema telematico comporta un risparmio di 26 Kg di CO2 ogni 1.000 brochure non stampate, con materiale preservazione ambientale anche in ordine al minor consumo di stampe ed inchiostri.

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