Nell’ambito dell’ultimazione delle attività del progetto EVOOLIO, dedicato all’innovazione e alla tracciabilità della filiera olivicola del Sannio attraverso l’uso della tecnologia blockchain, abbiamo raccolto la testimonianza di uno dei protagonisti scientifici del percorso: il Prof. Giancarlo Tretola, Ricercatore di Ingegneria Informatica presso Unifortunato, che ha ricoperto il ruolo di componente del Gruppo di Ricerca. Con lui abbiamo approfondito le principali sfide affrontate sul piano tecnico e organizzativo, il valore aggiunto per i consumatori e le prospettive di estensione del modello EVOOLIO ad altre filiere agroalimentari del territorio.

1. Quali sono stati i principali ostacoli tecnici e organizzativi nell’implementazione della blockchain nella filiera dell’olio EVO del Sannio, e come sono stati superati?

Dal punto di vista tecnico le difficoltà sono state connesse all’analisi ed allo studio delle diverse tecnologie blockchain disponibili, sulle caratteristiche relative alla loro configurazione e alle modalità con cui si sarebbero potuti gestire i dati. Dopo aver confrontato tra loro diversi candidati siamo giunti a scegliere Hyperledger Fabric, una blockchain che non impiega criptovalute ma un meccanismo di consenso tra i partecipanti per l’aggiornamento dei dati e garantisce tutte le caratteristiche di sicurezza e immutabilità.
In termini organizzativi, l’obiettivo che ci siamo posti era di identificare un modello collaborativo per i partecipanti al progetto, essenzialmente i produttori di olio, in cui non fossero solo degli utenti del sistema software che stavamo ideando ma fossero in qualche modo parte attiva del sistema. Questo aspetto è stato gestito definendo nell’architettura del sistema software dei “nodi” (ovvero degli elaboratori virtuali in cloud) che siano la controparte nella blockchain dei partecipanti del mondo reale e agissero per loro conto nella gestione dei dati. Il sistema software ideato, quindi, ha dei partecipanti reali, che sono riuniti in un “consorzio” per collaborare a inserire i dati nella blockchain, che sono “rappresentati” nel sistema software da nodi che agiscono per loro conto nell’approvare l’inserimento dei dati.

2. In che modo un sistema di tracciabilità basato su blockchain potrà influenzare la percezione e la fiducia dei consumatori nei confronti dell’olio EVO del Sannio?
La blockhain, con le sue caratteristiche di sicurezza e immutabilità dei dati, fornisce il supporto tecnologico alla realizzazione di un “registro immutabile” che permetta di garantire che le informazioni presenti nel registro non possano essere contraffatte. Inoltre, l’aspetto architettonico e organizzativo del sistema è basato su un consorzio di partecipanti che hanno il ruolo di controllarsi reciprocamente garantendo, come gruppo, che le informazioni che ognuno inserisce siano veritiere. Questo permette di fornire al consumatore indicazioni su quelle che sono le attività svolte sugli oliveti, date di esecuzione e persino immagini o filmati di tali attività, che sono garantite da un gruppo di partecipanti alla blockchain, che in parte sono concorrenti tra loro ma che, allo stesso tempo, collaborano per garantire la veridicità dei dati. Il consumatore, quindi, può avere accesso a tutte queste informazioni che gli “narrano” il percorso seguito dalla bottiglia d’olio che sta per acquistare o per mettere a tavola. Il tutto semplicemente scansionando un QR code dalla bottiglia e accedendo ai dati collegati ad essa.
Infine, una considerazione, che definirei di “marketing”, in merito alla tracciabilità con blockchain dell’Olio di Oliva del Sannio: può influenzare, in meglio, la fiducia dei consumatori in quanto aggiunge una dimensione di modernità e di aggiornamento tecnologico ad un prodotto che, però, continua ad essere realizzato nel filone della tradizione e della qualità del lavoro che i produttori compiono.

3. Alla luce dell’esperienza di EVOOLIO quali sono le prospettive future dell’applicazione e dell’innovazione tecnologica nel campo della filiera agroalimentare

Le prospettive future, secondo la mia opinione, sono di un maggiore coinvolgimento della tecnologia come supporto del flusso delle informazioni nel campo della filiera agroalimentare. Una filiera, generalmente indicata come supply chain, ha due tipi di flussi: i flussi materiali, che avvengono nel mondo reale nella movimentazione dei beni, e i flussi informativi, che avvengono nel mondo virtuale del software e che riguardano i dati relativi ai beni movimentati. La tecnologia permette, da un parte di raccogliere i dati dal mondo reale per portarli nel mondo virtuale e dall’altro può consentire di monitorare le attività del mondo reale, per supportarle con tecnologie quali reti di sensori e Intelligenza Artificiale che possano essere utilizzate per certificare l’autenticità dei dati ma anche come strumenti a supporto della coltivazione per prevenire malattie o altri problemi alle colture.

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