Nell’ambito dell’ultimazione delle attività del progetto EVOOLIO, dedicato all’innovazione e alla tracciabilità della filiera olivicola del Sannio attraverso l’uso della tecnologia blockchain, abbiamo raccolto la testimonianza di uno dei protagonisti scientifici del percorso: il Prof. Antonio Pasquale Leone, agronomo e già primo ricercatore del CNR, che ha ricoperto il ruolo di consulente per le attività di caratterizzazione pedologica. Con lui abbiamo approfondito le principali sfide affrontate sul piano tecnico e organizzativo, il valore aggiunto per i consumatori e le prospettive di estensione del modello EVOOLIO ad altre filiere agroalimentari del territorio.
1. Quali sono stati i principali ostacoli tecnici e organizzativi nell’implementazione della blockchain nella filiera dell’olio EVO del Sannio, e come sono stati superati?
La tracciabilità con tecnologia blockchain prevede, innanzitutto, la descrizione del contesto territoriale nel quale le superfici di produzione di una coltura ricadono e la descrizione delle caratteristiche fisico-ambientali di queste superfici. Tale descrizione è spesso ostacolata dalla carenza di informazioni, tecnicamente e scientificamente basate.
Il Progetto EVOOLIO ha superato questo ostacolo attraverso la realizzazione di un geodatabase che raccoglie la cartografia, in formato digitale georeferito, dei principali elementi fisico-ambientali (morfometria, litologia, fisiografia, …) dell’intero territorio del Sannio, la cui analisi integrata ha portato alla delimitazione di “zone omogenee di produzione”, nelle quali sono stati contestualizzati gli oliveti delle aziende partner del Progetto e nelle quali, in futuro, potranno essere contestualizzate tutte le aziende olivicole (e non solo) interessate alla tracciabilità con tecnologia blockchain.
Inoltre, il Progetto EVOOLIO ha definito un proprio protocollo – applicato alle aziende partner ed in futuro a qualsiasi azienda olivicola (e non) – basato sulla integrazione di metodi tradizionali e tecniche innovative di proximal (spettroscopia vis-NIR) e remote sensing da satellite e da drone, per la caratterizzazione di grande dettaglio, a scala di campo, dei suoli e del rilievo influenti sulla fisiologia e sulla produzione dell’olivo e sulla composizione degli oli.
Le attività predette sono risultate possibili grazie alla meticolosa e rigorosa organizzazione delle attività del Progetto e alla stretta ed efficace interazione tra i consulenti tecnico-scientifici e i partner agricoli dello stesso Progetto.
2. In che modo un sistema di tracciabilità basato su blockchain potrà influenzare la percezione e la fiducia dei consumatori nei confronti dell’olio EVO del Sannio?
Alla scala di campo, oltre alle predette conoscenze riguardanti l’ambiente fisico, sono state acquisite dettagliate informazioni inerenti le caratteristiche dell’oliveto (età, cultivar, sesto d’impianto, ..); sono stati definiti, di concerto con i partner agricoli, protocolli di gestione agrotecnica e fitosanitaria; è stata monitorata l’evoluzione della produzione di olive nel corso delle diverse fasi fenologiche, fino alla raccolta. Sono stati seguiti e documentati il processo di molitura e le successive fasi di conservazione degli oli prodotti, fino all’imbottigliamento. Sono stati chimicamente analizzati gli oli, dalla molitura all’imbottigliamento. È stato realizzato un panel test, per valutare le caratteristiche organolettiche degli stessi oli. Tutte queste informazioni sono state convogliate, progressivamente, nei vari specifici blocchi di tracciabilità. Tutte le informazioni (sia quelle riguardanti il campo, sia quelle riguardanti il contesto territoriale) sono state collegate ad un codice QRcode. Così memorizzate, esse non potranno essere modificate o contraffatte; in tal modo, potranno sicuramente contribuire ad aumentare la fiducia del consumatore nei confronti dell’olio EVO del Sannio. Si consideri, a tal proposito, che diverse Nazioni non importano prodotti agricoli, se non tracciati blockchain.
3. Alla luce dell’esperienza di EVOOLIO quali sono le prospettive future dell’applicazione e dell’innovazione tecnologica nel campo della filiera agroalimentare
Sento di potere affermare, con assoluta tranquillità, che l’esperienza EVOOLIO – pur nelle difficoltà imposte dal tempo limitato disponibile per la realizzazione del Progetto (poco meno di un anno, rispetto a due inizialmente previsti) – ha generato un modello facilmente applicabile, come già detto, da ogni azienda olivicola del Sannio, e non solo, interessata alla tracciabilità con tecnologia blockchain. Così concepito, sia per la parte riguardante l’acquisizione delle informazioni, sia per quella riguardante gli aspetti più strettamente informatici, il modello potrà essere facilmente applicato ad ogni altra filiera agroalimentare del Sannio. Penso soprattutto alle filiere viti-vinicola e cerealicola.


