Ad Olivitaly Med , nella meravigliosa cornice del Castello di Rocca Cilento si è tenuto il penultimo incontro divulgativo del progetto Evoolio con un focus sul tema “Blockchain e tracciabilità innovativa per valorizzare la produzione dell’olio EVO”.
L’introduzione dei lavori affidata a Raffaele Amore, Presidente del Soggetto Capofila del progetto AOS – Associazione Olivicoltori Sanniti e del Comitato Promotore dell’Olio Campania IGP, il quale ha ricordato l’importanza in termini di valorizzazione e sensibilizzazione presso il consumatore dei marchi di qualità e di innovazioni tecnologiche come la blockchain. In particolar modo Amore ha sottolineato come i presidi di qualità e di valore sono centrali nell’attuale mercato dell’olio come risposta alle difficoltà specifiche del comparto olivicolo che sempre più è esposto a criticità economiche e di produzione, cagionate dai cambiamenti climatici e dal rischio di agenti patogeni.
Il ruolo centrale dell’olivo e dell’olio nella storia mediterranea, italiana e campana è stato caratterizzato ed approfondito dall’intervento di Nicola Ciarleglio, componente del Comitato di Sorveglianza del PSR Campania 2014-2020, il quale – destinando una breve trattazione sulle cultivar sannite destinate agli oli EVO del progetto EVOOLIO – ha indicato come l’olivo, ed in particolar modo nella provincia beneventana, rappresenti un valore inestimabile non solo dal punto di vista della creazione di un meraviglioso “oro giallo” ma anche da punto di vista paesaggistico e di contrasto al dissesto idrogeologico.
Qualità, innovazione, integrazione e resilienza sono state, poi, le parole d’ordine dell’intervento di Guglielmo Pulcini, Responsabile della Comunicazione e delle Relazioni di EVOOLIO, che, dopo aver ricordato come il progetto voglia essere una risposta alle attuali richieste di maggiore informazione e trasparenza da parte dei consumatori ed alle future necessità degli smart borders doganali; ha illustrato l’impegno assunto da un partenariato dinamico nel sensibilizzare le aziende sulla blockchain come presidio di anticontraffazione e parimenti i giovani consumatori sull’uso consapevole di prodotti agroalimentari di qualità, attraverso i coaching ed i workshop organizzati presso istituti superiori ed academy del territorio. La blockchain – ha concluso Pulcini – è una innovazione che garantisce la resilienza delle informazioni ed, alla pari delle altre tecnologie applicate ai contesti rurali e le aree interne, la potenziale resistenza di giovani su territori ad alto tasso di spopolamento.
Il punto tecnico su EVOOLIO affidato al Prof. Antonio Coronato, Responsabile Tecnico Scientifico del Progetto e Professore Ordinario di Ingegneria del Software presso il partner Università Giustino Fortunato, il quale ha evidenziato come le attività messe in campo abbiano consentito lo sviluppo di una infrastruttura distribuita che funge da garante alle fasi di produzione dell’olio: agendo come un “notaio digitale” che certifica le transazioni. La blockchain nel contesto agroalimentare aumenta la sicurezza del consumatore e allo stesso tempo del produttore, riducendo sensibilmente il rischio di replica delle proprie etichette. Sul punto, difatti, ha evidenziato Coronato che se da un lato il progetto EVOOLIO è già in grado di tracciare il lotto di produzione, una ulteriore ingegnerizzazione e l’integrazione con l’IoT potrebbe consentire la tracciatura anche di ogni singola bottiglia/confezione.
In conclusione un’analisi sullo stato dell’uso blockchain nelle filiere agroalimentari da parte di Pino Coletti, CEO e Co-Founder di Authentico, una start up che oggi traccia oltre 40 filiere (tra cui la filiera estera del caffè). Secondo Coletti le aziende visione stanno iniziando a toccare con mano i vantaggi di una innovazione tecnologica come quella della blockchain che deve accompagnare una vera e propria rivoluzione culturale, particolarmente nel settore dell’olio. Difatti la dicotomia italiana di avere un consumo interno più alto del volume di produzione e di essere il secondo esportatore al mondo di olio extravergine d’oliva, ha reso quest’ultimo, nell’immaginario collettivo, un “prodotto a scaffale” con numerosi problemi di credibilità. Nel tempo, per attuando un parallelismo con il settore della moda, si è trattata una grande eccellenza nazionale come se fosse un prodotto di cheap fashion rispetto ad un luxury brand. La blockchain tutela, promuove e valorizza i prodotti alimentari e – come dice Carlo Petrini – il valore del prodotto giustifica sempre il prezzo. La blockchain, ha concluso Coletti, è una vera arma ad un problema: consente di distinguersi rispetto agli altri, specialmente verso i consumatori premium. Dietro al QR Code c’è il racconto della bottiglia, del prodotto e dell’azienda. Una storia che con la blockchain si può raccontare in tutte le lingue del mondo ed arricchire con informazioni certificate e trasparenti sempre a disposizione del consumatore.
La giornata, partecipata da operatori del settore e stakeholders, è stata moralmente patrocinata da IGP Olio Campania e moderata da Dante Stefano Del Vecchio, giornalista ed esperto del settore enogastronomico.
Il progetto EVOOLIO è finanziato dal PSR Campania 2014-2020 – Misura 16 “Cooperazione” Tipologia di intervento 16.1.2 “Sostegno ai GO del PEI per l’attuazione di progetti di diffusione delle innovazioni nell’ambito del rafforzamento dell’AKIS campano” – Azione 2 “Sostegno ai Progetti Operativi di Innovazione (POI)”.












